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Trattamento mininvasivo della Stenosi

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Trattamento mininvasivo della Stenosi aderenziale del canale vertebrale

Trattamento mininvasivo della Stenosi aderenziale del canale vertebrale

La stenosi aderenziale del canale vertebrale da fibrosi epidurale è stata enfatizzata sul piano clinico grazie all’introduzione dell’ endoscopia lombare. Gli esami TAC e risonanza magnetica hanno dimostrato macroscopicamente la fibrosi post chirurgica. L’endoscopia epidurale  evidenzia la fibrosi da processi cronici infiammatori e degenerativi.

I passi che portano alla creazione della fibrosi aderenziale possono essere sintetizzati in pochi punti:

– la degenerazione discale (danno del tessuto discale);

– processi infiammatori generati da fattori biochimici;

– reazione secondaria di componenti vascolo connettivali nello spazio epidurale;

– conseguente stasi circolatoria che provoca edema infiammatorio;

– creazione di coaguli di fibrinogeno;

– l’ organizzazione del coagulo: l’essudato fibroso che se non decomposto e rimosso rapidamente sarà organizzato e trasformato in aderenza fibrosa nello spazio epidurale altamente vascolarizzato;

– sofferenza ischemica delle strutture intradurali.

L’endoscopia epidurale lombare può avere scopi di diagnosi e di trattamento.

Indicazioni 

– Low back pain “sine materia”;

– sindrome post operatoria;

– correzione redox dell’ambiente.

Azione 

– Sbrigliamento meccanico delle aderenze;

– trattamento mirato dell’area infiammata.

Tecnica

La procedura va eseguita in sala operatoria in anestesia locale associata a sedazione. E’ una tecnica percutanea mediante la quale si ha la possibilità di esplorare, in visione diretta, lo spazio epidurale sacrale e lombare sino al livello della prima vertebra lombare. La tecnica comprende l’introduzione di una video guida munita di una fibra ottica di 0,9 mm. all’ interno del canale vertebrale passando dallo iato sacrale (posto sull’ apice dell’osso sacro).

La visione diretta permette di visualizzare le eventuali aderenze presenti tra il sacco durale e le circostanti strutture osteo-legamentose, come la presenza di aree iperemiche ed infiammate, conseguenza di interventi chirurgici e/o processi infiammatori ricorrenti.

Questa tecnica riesce a staccare queste aderenze senza nuove “aperture” chirurgiche, permettendo inoltre l’introduzione di sostanze farmacologiche in sede mirata.

Evenutali complicanze

La neurolisi è una procedura chirurgica a basso rischio: si possono, tuttavia, manifestare alcune complicanze come l’infezione, la rottura del sacco durale o la formazione di ematoma epidurale. Tali evenienze sono estremamente rare e la tecnica è complessivamente molto più sicura dei normali interventi a cielo aperto.

La convalescenza: va tenuto presente che il processo di assestamento aderenziale ed infiammatorio necessita di un certo lasso di tempo (due settimane circa) e per tale motivo è bene che inizialmente il paziente mantenga uno stile di vita tranquillo. Quindi, specie nella prima settimana dopo l’intervento, ci si dovrebbe astenere dall’ attività quotidiana abituale e dal sottoporre la colonna vertebrale a prolungate o brusche sollecitazioni. A distanza di circa un mese si consiglia di iniziare il ciclo di fisiokinesi terapia.

Vantaggi 

– Efficacia;

– durata;

– semplicità di esecuzione;

– basso rischio anestesiologico-chirurgico;

– ripetibilità.

 

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